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Le cooperative sociali, inclusive e utili per il benessere della società

Avete amici, familiari, vicini o conoscenti con qualche disabilità fisica o psichica? Forse qualcuno di voi che mi legge è portatore di disabilità. Se è così, saprete bene quali sono i problemi che devono affrontare quotidianamente le persone diversamente abili. Non si tratta soltanto di un problema legato alla mobilità, ma anche alla sostentazione e all’esigenza di indipendenza di molti dei soggetti affetti da disturbi psicofisici. Poiché noi di saniebelli crediamo molto nell’inclusività, oggi vi vogliamo parlare del ruolo importante che svolgono le cooperative sociali in questo riconoscimento di “normalità” che spetta anche a chi è diversamente abile.

Le cooperative sociali di tipo A e B; che attività svolgono?

Le cooperative sociali, focalizzate sull’inclusione delle persone disabili, sono delle realtà che offrono opportunità di lavoro e di inclusione sociale alle persone con disabilità o in condizioni di svantaggio. Esistono due tipi di cooperative sociali, quelle di tipo A e quelle di tipo B.

Le cooperative sociali di tipo A svolgono servizi alla persona

Le cooperative di tipo A erogano servizi alla persona, come assistenza domiciliare, educativa, sanitaria, ecc. Assumono persone che sono in grado di lavorare nei centri di aggregazione per ragazzi, nei centri sociali per anziani, in case famiglia e nei centri sanitari e centri educativi.

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Le cooperative di tipo b svolgono attività produttive

Le cooperative di tipo B svolgono attività produttive o commerciali, come pulizie, assemblaggi, giardinaggio, ecc. Questa tipologia di cooperativa punta all’inserimento lavorativo di soggetti socialmente svantaggiati attraverso dei percorsi di professionalizzazione, con l’obiettivo di sviluppare competenze spendibili sul mercato del lavoro. A differenza di altri tipi di Cooperative, le cooperative di tipo B possono avere anche soci volontari e almeno il 30% di lavoratori devono essere svantaggiati. Detti lavoratori svantaggiati devono essere associati, se le loro condizioni lo consentono.

cooperative sociali

Origini delle cooperative sociali di tipo b

La cooperativa sociale di tipo B nasce negli anni Ottanta con l’obiettivo di lavorare come terzisti di aziende private occupandosi di quei settori (assemblaggio, confezionamento, pulizia e cura del verde) che in passato non richiedevano manodopera specializzata e che quindi hanno creato lavoro per migliaia di persone con disabilità complessa.

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I benefici delle cooperative sociali per i lavoratori e per la società

Le cooperative per i disabili producono degli effetti benefici, sia sui lavoratori che sulla società. Riassumiamo alcuni di questi effetti, che concentriamo in quattro punti di forza fondamentali:

  1. Migliorano l’autostima e l’autonomia delle persone con disabilità, che si sentono valorizzate e utili;
  2. Sviluppano delle competenze e delle potenzialità lavorative delle persone diversamente abili, che possono accrescere le loro capacità e aspirazioni;
  3. Creano un clima di solidarietà e di integrazione tra i lavoratori, che condividono gli stessi obiettivi e valori;
  4. Contribuiscono al benessere sociale ed economico del territorio, attraverso la creazione di occupazione, la riduzione della spesa pubblica e la promozione della responsabilità sociale.

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