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I migliori ospedali italiani per curarsi, qual è più vicino a voi? E la regione più virtuosa?

Una delle priorità (forse LA priorità) della nostra vita è la salute. E a questo proposito, è importante affidarsi alle cure di professionisti di grande esperienza, meglio se operano all’interno di una stuttura di successo. Oggi vi vogliamo parlare di questo: dei migliori ospedali d’Italia, divisi per aree. Sul podio, nella classifica pubblicata da Agenas, salgono l’Istituto Clinico Humanitas (privato) di Rozzano e l’Azienda Ospedaliera Universitaria delle Marche (pubblico).

I due ospedali figurano in cima alla classifica del Programma Nazionale Esiti (Pne) dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). Le due strutture hanno riportato una valutazione di qualità alta o molto alta per almeno 6 aree cliniche su un totale di 8 (cardiocircolatorio, respiratorio, chirurgia generale, chirurgia oncologia, osteomuscolare, nefrologia, sistema nervoso, gravidanza e parto). Sulle neoplasie abbiamo anche da dire la nostra.

migliori ospedali italiani
migliori ospedali italiani

Le statistiche

Delle 331 strutture italiane valutate per almeno 6 aree cliniche nel 2022, solo l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano) ha una valutazione di qualità alta o molto alta per tutte le aree cliniche considerate, ovvero 7 su 8, tra i privati. Tra le strutture pubbliche, la valutazione migliore spetta all’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, con qualità alta o molto alta in 6 aree. Nella maggioranza delle strutture ospedaliere convivono aree di qualità alta o molto alta con aree di qualità di livello basso o molto basso.

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Le risultanze delle analisi, punto di partenza per migliorare il sistema sanitario Nazionale

Il professor Enrico Coscioni, presidente di Agenas spiaga che: “Le evidenze scientifiche prodotte e i risultati del PNE confermano come tale attività rappresenti uno strumento fondamentale di governo del Servizio Sanitario Nazionale, che permette di far emergere le criticità assistenziali e individuare puntuali strategie correttive

I migliori ospedali per aree tematiche

Area cardiovascolare

In base agli indicatori del PNE (infarto miocardico acuto, STEMI, scompenso cardiaco, bypass aorto-coronarico, valvuloplastica, riparazione di aneurisma), Sul totale di 562 strutture valutate con questi criteri, sono soltanto 55 gli ospedali con tutti e sei gli indicatori calcolabili, di cui uno con un livello di qualità molto alto e 17 con un livello di qualità alto.

humanitas
humanitas

Vediamo i primi 18 ospedali in Italia per l’area cardiovascolare

Al vertice della classifica si trova l’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze, l’unica struttura ad aver raggiunto un “livello di qualità molto alto“. “Livello di qualità alto” per altri 17 ospedali: – Ospedale Mauriziano Umberto I (Torino) – Humanitas Gavazzeni (Bergamo) – Fondazione Poliambulanza (Brescia) – Centro Cardiologico Fondazione Monzino (Milano) – IRCCS S. Raffaele (Milano) – Istituto Clinico Humanitas (Rozzano) – Ospedale di Treviso – Ospedale di Mestre – Ospedale di Vicenza – Presidio Ospedaliero Cattinara e Maggiore (Trieste) – Presidio Ospedaliero SMM (Udine) – IRCCS Policlinico S. Orsola (Bologna) – Stabilimento Umberto I – G. M. Lancisi (Ancona) – Policlinico Universitario A. Gemelli (Roma) – Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Tor Vergata (Roma), – P.O. Clinicizzato SS. Annunziata (Chieti) – AO OR S. Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona (Salerno). 

Area oncologica

Nel Pne, si segnala numero elevato di strutture (163, pari al 16% ) che effettuano meno di 10 interventi l’anno. L’area della chirurgia oncologica è valutata complessivamente attraverso 3 indicatori:

  1. Proporzione di nuovi interventi di resezione entro 120 giorni da un intervento chirurgico conservativo per tumore maligno della mammella (e almeno 135 interventi annui)
  2. Intervento chirurgico per tumore al polmone: mortalità a 30 giorni (e almeno 85 interventi l’anno)
  3. Intervento chirurgico per tumore al colon: mortalità a 30 giorni (e almeno 45 interventi l’anno).

116 ospedali rispettano tutti e tre gli indicatori.

Vediamo le prime 18 strutture in Italia per l’area oncologica

Az. Ospedaliera S. Croce e Carle (Cuneo) – Humanitas Gavazzeni (Bergamo) – Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi (Varese) – Pres. Ospedaliero Spedali Civili (Brescia) – Ospedale S. Gerardo (Monza) – Ospedale Ca’ Granda-Niguarda (Milano) – IRCCS S. Raffaele (Milano) – Istituto Europeo di Oncologia (Milano) – Ist. Clin. Humanitas (Rozzano) – Casa di Cura Pederzoli (Peschiera del Garda) – Ospedale di Treviso – Presidio Ospedaliero SMM (Udine) – Ospedale Morgagni-Pierantoni (Forlì) – Azienda Ospedaliero-Universitaria (Parma) – Azienda Ospedaliero-Universitaria (Modena) – IRCCS Policlinico S. Orsola (Bologna) – Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana – Azienda Ospedaliera Universitaria Senese

Area muscolo-scheletrica

L’area muscolo-scheletrica è valutata attraverso 3 indicatori:

  1. frattura del collo del femoreintervento chirurgico entro 48 ore dall’accesso nella struttura di ricovero per i pazienti di età uguale o superiore a 65 anni (e almeno 65 interventi l’anno)
  2. intervento di protesi di anca: riammissioni a 30 giorni (e almeno 80 interventi annui per struttura)
  3. intervento di protesi di ginocchio: riammissioni a 30 giorni (e almeno 80 interventi l’anno).

Secondo il Rapporto, 338 ospedali rispettano tutti e tre gli indicatori del treemap valutati;

28 ospedali hanno raggiungono un livello di qualità molto alto nel settore muscolo-schelettrico.

Parti e punti nascita

Il numero di parti in Italia si è progressivamente ridotto negli ultimi anni. Durante la pandemia, a partire dal 2021, si è attenuato il trend negativo; in particolare, in base ai dati del Piano nazionale esiti, nel 2022 c’è stato un incremento del 6 per cento rispetto al valore atteso, pari a 32.500 ricoveri in più per parto nel biennio 2021-22. Quanto ai punti nascita (passati da 442 nel 2021 a 434 nel 2022), circa un terzo non ha raggiunto la soglia minima (di sicurezza) pari a 500 parti l’anno, mentre solo in 140 punti nascita si sono registrati mille o più parti l’anno. 

Migliori ospedali nell’area perinatale

Nel Pne l’area gravidanza e parto è stata valutata attraverso 3 indicatori:

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  1. Proporzione di parti con taglio cesareo primario
  2. Proporzione di parti vaginali in donne con pregresso parto cesareo 
  3. Proporzione di episiotomie nei parti vaginali.

È stata applicata una soglia annua per struttura di almeno 500 parti e, laddove non è stata raggiunta, tutta l’area viene valutata di qualità molto bassa, indipendentemente dagli esiti. Il risultato è chee 342 ospedali hanno tutti e tre gli indicatori valutati, di cui 50 aggiungono un livello di qualità molto alto. La regione che presenta la proporzione più alta di strutture con livello di qualità molto alto è l’Emilia-Romagna (11 strutture su 17, pari al 65 per cento). In 9 regioni nessuna struttura raggiunge un livello di qualità molto alto: Valle d’Aosta, Liguria, Lazio, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna. 

1 commento su “I migliori ospedali italiani per curarsi, qual è più vicino a voi? E la regione più virtuosa?”

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