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Waterball sull’acqua e zorbing sul terreno, un’attività davvero divertente

Avete mai provato cosa si prova stando all’interno di una bolla, volteggiando a pelo d’acqua? Questo è possibile se praticate waterball. Di fatto, l’attrezzatura si può dire che è alquanto ingombrante, ma questa attività di fitness che, naturalmente con un altro nome, si può praticare anche a terra, regala molte emozioni, soprattutto ai più piccoli o spericolati, ma non solo. Vediamo in che cosa consiste il waterball e quali sono i suoi benefici e anche i suoi rischi.

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Il waterball, spostarsi come i criceti

Il waterball è un’attività divertente e originale, nata in Cina negli anni ’90 ma che si è diffusa presto in tutto il mondo grazie alla sua semplicità e alla sua attrattiva. Consiste nel camminare o correre sull’acqua all’interno di una grande sfera gonfiabile. Il movimento ricorda i criceti sulle loro rotelle. Poiché la palla gira sempre, il movimento per tenersi in piedi è costante e pertanto, faticoso. Tuttavia, una volta stanchi vi potete abbandonare alla corrente, lasciandovi cullare verso il bordo della vasca o a riva. Risulta molto rilassante.

Il waterball può essere praticato in piscine, laghi, fiumi o mare, purché si rispettino le minime condizioni di sicurezza e le normative vigenti. Questo sport richiede equilibrio, coordinazione e resistenza, ma soprattutto offre la possibilità di provare sensazioni uniche e di sfidare le leggi della fisica.

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Il waterball adatto ai cani

Il waterball è anche un gioco per cani, che possono divertirsi a inseguire la palla sull’acqua o a entrare al suo interno e rotolare.

Quantità d’aria sufficiente per 15 minuti

Per praticare il waterball occorre indossare un abbigliamento comodo e leggero, entrare nella sfera tramite una cerniera e sigillarla bene. La sfera contiene una quantità di aria sufficiente per respirare per circa 15 minuti, dopodiché bisogna uscire e rinfrescare l’aria. Può essere usato anche come strumento per l’allenamento fisico o per la riabilitazione, grazie alla sua capacità di stimolare i muscoli e le articolazioni senza gravare sulle ossa. Si può dire che è un’attività adatta a tutti, purché si rispettino le regole di sicurezza e si evitino i rischi di soffocamento, disidratazione o ipertermia, come vedremo nel seguente paragrafo.

Il movimento sul terreno, chiamato zorbing

Il movimento all’interno delle sfere gonfiabili si può effettuare anche sul terreno, roteando su prati in pianura o in lieve pendenza: in questo caso l’attività si chiama zorbing e si può praticare all’interno di appositi parchi a tema.

Lo zorbing prende il nome dalla sfera che si usa per praticarlo, chiamata zorb. E’ stato inventato in Nuova Zelanda nel 1994 da David e Andrew Akers, e da allora si è diffuso in tutto il mondo. Può essere praticato in due modi: con o senza imbragatura. Nel primo caso, il partecipante è fissato all’interno della sfera con delle cinture di sicurezza, mentre nel secondo caso è libero di muoversi e rimbalzare all’interno della sfera. Come nel caso del waterball, è un’attività adatta a tutti, purché si rispettino le norme di sicurezza e le raccomandazioni del personale qualificato.

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I rischi del waterball e dello zorbing

Questa attività, da molti denominata sport, comporta anche alcuni rischi per la salute e la sicurezza. Vediamo quali possono essere gli eventuali rischi di questo gioco:

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  1. Di soffocamento, dovuto alla scarsa ventilazione all’interno della sfera e alla possibile perdita di aria. Per questo motivo, il tempo massimo di permanenza nella sfera è di circa 15 minuti e bisogna uscire e rinfrescare l’aria periodicamente;
  2. Di disidratazione, dovuto alla sudorazione eccessiva causata dal calore e dall’umidità all’interno della sfera. Di fatto, dovreste bere molta acqua prima e dopo l’attività e evitare di praticare il waterball in giornate troppo calde, anche per evitare altri rischi;
  3. Di ipertermia, dovuto all’aumento della temperatura corporea causato dallo sforzo fisico e dal sole. Per questo l’abbigliamento deve essere leggero e comodo e dovete proteggervi dal sole con cappello e crema solare;
  4. Di lesioni o traumi, dovuti a urti o cadute accidentali sulla superficie dell’acqua o sul terreno. Dovete evitare movimenti bruschi o improvvisi e seguire le istruzioni del personale addetto;
  5. Di contaminazione biologica nel caso del waterball, dovuto al contatto con acqua potenzialmente inquinata. Dovete praticare sempre questa attività in acque controllate e lavarvi bene le mani e il viso dopo avere finito.

Altri rischi minori sono quelli di danneggiare le eventuali apparecchiature mediche che si usano abitualmente (apparecchi acustici, ad esempio); le persone con peacemaker non devono praticare questo sport. Anche coloro che sono allergici al lattice o al PVC dovranno starne lontano. Con un minimo di buon senso e responsabilità, si può risolvere tutto e godersi appieno le emozioni che trasmette questa attività.

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