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Ipocondriaci muoiono prima? Fino a 5 anni in meno!

Gli ipocondriaci sono ovunque, sono persone particolarmente ansiose, in particolare per quanto riguarda la loro salute. Studi recenti hanno dimostrato e reso noto alcuni aspetti preoccupanti per queste persone. Scopriamo insieme di cosa si tratta!

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Studio sugli ipocondriaci

L’ansia costante di contrarre una malattia, l’eccessiva preoccupazione per ogni sintomo, può condurre a esiti inaspettati e spesso fatali. Secondo uno studio condotto dal Karolinska Institutet in Svezia e pubblicato su Jama Psychiatry, gli ipocondriaci rischiano di morire in media cinque anni prima rispetto a coloro che non soffrono di questa condizione. Questo comportamento ipocondriaco, caratterizzato da una costante ricerca di potenziali malattie, influisce negativamente sulla salute, portando a un aumento significativo del rischio di morte precoce.

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Il timore costante di essere afflitti da malattie spinge gli ipocondriaci a sottoporsi a continue visite mediche o, al contrario, a evitare accuratamente qualsiasi controllo per paura di ricevere una diagnosi negativa. Tale atteggiamento non solo implica un elevato costo economico dovuto a esami e visite frequenti, ma può anche portare alla stigmatizzazione sociale da parte degli operatori sanitari, che potrebbero talvolta sottovalutare le loro preoccupazioni. Questo studio, condotto su oltre 42.000 persone nell’arco di vent’anni, ha rilevato un rischio di mortalità più alto fino all’84% per gli ipocondriaci rispetto alla popolazione generale, sia per cause naturali che non naturali.

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Implicazioni della condizione ipocondriaca sulla salute

È rilevante notare che tra le cause di morte naturale per gli ipocondriaci emergono principalmente problemi cardiovascolari e respiratori, situazioni che diventano cruciali nel determinare il loro destino. Sorprendentemente, non si registra un aumento significativo dei decessi per cancro, nonostante questa malattia rappresenti una delle loro principali preoccupazioni.

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Questo fenomeno potrebbe suggerire che le paure relative al cancro, così spesso ossessive nei soggetti ipocondriaci, non siano una causa diretta di morte nella maggior parte dei casi. Tuttavia, ciò che risulta maggiormente preoccupante è il tasso di suicidio, che si manifesta almeno quattro volte più frequentemente rispetto alla media della popolazione. Questo dato allarmante può essere in parte attribuito alla correlazione esistente tra l’ipocondria e i disturbi psichiatrici, una connessione che aumenta in modo significativo il rischio di sviluppare pensieri e comportamenti suicidi nelle persone affette da questa condizione.

Approfondimento e Possibili Soluzioni

L’aumento del rischio di morte naturale può essere associato a vari fattori, tra cui uno stile di vita più incline a sostanze nocive come alcol, fumo e droghe, comuni nelle persone ansiose o con disturbi psichiatrici. Lo stress cronico e l’ansia, componenti essenziali dell’ipocondria, possono innescare reazioni fisiche dannose, come l’aumento dell’infiammazione nel corpo, compromettendo il sistema immunitario e causando problemi di salute a lungo termine.

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Secondo gli studiosi svedesi, ridurre lo stigma associato all’ipocondria e migliorare l’assistenza integrata, che contempli sia aspetti psicologici che fisici, è fondamentale. Trattamenti psicologici specifici per l’ipocondria potrebbero rappresentare una svolta significativa nell’aiutare queste persone a gestire le loro preoccupazioni e a migliorare la loro qualità di vita, scongiurando così il rischio di morte prematura associato a questa condizione.

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