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La febbre West Nile: un virus trasmesso dalle zanzare

La febbre West Nile è una malattia virale causata da un virus trasmesso principalmente dalle zanzare. Come ci dice l’Istituto Superiore di Sanità, è un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile, da cui proviene il suo nome.

La circolazione del virus West Nile e’ stata confermata dalla sua presenza in pool di zanzare e in avifauna nel nostro paese gia’ nel mese di maggio 2023. Sono state di conseguenza attivate precocemente le misure di prevenzione su trasfusioni e trapianti nelle aree interessate.

Sebbene la maggior parte delle persone infettate non mostri sintomi, nell’1% circa dei casi possono verificarsi problemi gravi.

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Come si trasmette il West Nile?

Il virus viene trasmesso tramite gli uccelli selvatici e le punture delle zanzare. Altri mezzi di infezione documentati sono i trapianti di organi, le trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche i mammiferi equini, e in determinati casi anche cani, gatti, e conigli. La malattia è ancora in fase di investigazione.

Incubazione e sintomi della febbre West Nile

Il periodo di incubazione della febbre West Nile al momento della puntura della zanzara infetta varia da 2 a 14 giorni. Tuttavia, nelle persone con deficit del sistema immunitario, questo periodo può estendersi fino a 21 giorni. Circa il 20% dei casi sintomatici presenta sintomi come febbremal di testanauseavomitolinfonodi ingrossati e manifestazioni cutanee. La durata dei sintomi può variare da pochi giorni a qualche settimana e dipende anche dall’età della persona.

Sintomi diversi in funzione delle fasce di età

La sintomatologia della febbre West Nile può variare in funzione dell’età della persona colpita. Nei bambini è frequente una febbre leggera, mentre nei giovani la febbre è pittosto alta e si verifica inoltre l’arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, la sintomatologia può essere più grave.

Pochi soggetti colpiti da Sintomi gravi

Solo meno dell’1% delle persone infette sviluppa sintomi gravi (1 persona su 150), che prevedono la presenza di febbre altaforti mal di testadebolezza muscolaredisorientamentotremoridisturbi alla vistatorporeconvulsioni e possono portare fino alla paralisi e al coma. In alcuni casi, gli effetti neurologici possono essere permanenti. Di fatto, la febbre West Nile può causare un’encefalite letale, ma si verifica soltanto in 1 su 1000 persone infette.

Diagnosi del virus e terapia

La diagnosi viene prevalentemente effettuata attraverso test di laboratorio effettuati su siero esu fluido cerebrospinale, per la ricerca di anticorpi del tipo IgM. I campioni raccolti entro 8 giorni dall’insorgenza dei sintomi potrebbero risultare negativi, pertanto è consigliabile ripetere a distanza di tempo il test di laboratorio prima di escludere la malattia. In alternativa la diagnosi può anche essere effettuata attraverso Pcr o coltura virale su campioni di siero e fluido cerebrospinale.

Non c’è una terapia apposita per curare la febbre West Nile. I sintomi scompaiono da soli Nei casi più gravi (abbiamo visto che molto ridotti) è necessario il ricovero in ospedale, dove i trattamenti somministrati comprendono fluidi intravenosi e respirazione assistita.

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Prevenzione della febbre West Nile

Non c’è ancora un vaccino specifico per la febbre West Nile, anche se, come abbiamo accennato, sono in corso studi per svilupparne uno. La prevenzione più efficace è la riduzione dell’esposizione alle punture di zanzare. Alcuni consigli utili possono essere:

  • Utilizzare repellenti per zanzare e indossare pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando ci si trova all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto.
  • Installare zanzariere alle finestre e soggiornare in ambienti climatizzati per evitare l’accesso delle zanzare all’interno delle abitazioni.
  • Svuotare regolarmente i contenitori con acqua stagnante (ad esempio, secchi, vasi per fiori e sottovasi, catini, bidoni, ecc.) e coprire quelli che non possono essere rimossi.
  • Cambiare frequentemente l’acqua nelle ciotole per gli animali.
  • Svuotare le piscinette per i bambini quando non vengono utilizzate.

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