Vai al contenuto

La scadenza degli alimenti, scienza o coscienza? Guida per non sbagliare più!

Controllate spesso la scadenza di vostri prodotti alimentari? Verificate le date di scadenza quando andate al supermercato? Fate un calcolo sulle probabilità di utilizzo di un prodotto prima della sua scadenza (a brevissimo) quando è super scontato? Riponete i prodotti in dispensa seguendo l’ordine di scadenza? Vi dico la verità: io sono un disastro per la conservazione degli alimenti. Non faccio attenzione e a volte acquisto in maniera compulsiva. Tuttavia, l’argomento è molto importante e dobbiamo fare attenzione alle condizioni ottimali di quello che consumiamo.

Lo spreco alimentare in seguito ad una cattiva comprensione della scadenza

Lo spreco alimentare è una questione che riguarda tutti: istituzioni, grandi produttori, consumatori. La scarsa conoscenza delle informazioni riportate sulle confezioni o la loro poca chiarezza sono tra i fattori che portano cibo normalmente commestibile a finire nella spazzatura. A questo proposito, nella bozza della Commissione Ue per la revisione delle norme sulla data di scadenza degli alimenti è stata inserita la proposta di aggiungere, accanto alla dicitura “da consumarsi preferibilmente entro, anche un’altra scritta: “spesso buono oltre“,  con lo scopo di fornire al consumatore una migliore comprensione delle diciture e aiutare così a combattere lo spreco. 

La scadenza degli alimenti, non solo una questione di scienza

La scadenza degli alimenti è un tema molto importante per la salute dei consumatori e per la riduzione dello spreco alimentare. In realtà, non è sempre una questione di scienza, ma anche di coscienza. Infatti, bisogna distinguere tra due tipi di indicazioni che si trovano sulle etichette dei prodotti alimentari: la data di scadenza e il termine minimo di conservazione.

Prima di continuare, ti ricordo che è disponibile, per ricevere le notifiche delle nostre ricette, il canale Telegram, cliccando qui oppure il gruppo Whatsapp, cliccando qui. Unisciti anche tu per non perdere le ultime novità.

La data di scadenza DEI PRODOTTI

La data di scadenza è la dicitura “da consumarsi entro” seguita dal giorno e dal mese. Questa indicazione ci dice la data entro cui un alimento deve essere consumato, perché dopo quella data potrebbe essere pericoloso per la salute. La data di scadenza si trova sui prodotti rapidamente deperibili, come carne, pesce, latte e formaggi freschi. In questo caso, bisogna seguire la scienza e rispettare la data indicata, senza fidarsi dell’aspetto o dell’odore del prodotto. Chiaramente, qualora il prodotto fosse maleodorante, bisognerebbe buttarlo via subito.

Il termine minimo di conservazione (conosciuto anche come tmc)

Il termine minimo di conservazione è la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” seguita dal giorno, dal mese e dall’anno. Questa indicazione ci dice la data entro cui un alimento mantiene inalterate le sue qualità organolettiche e nutrizionali, ma non implica che dopo quella data sia inadatto al consumo. Il termine minimo di conservazione si trova sui prodotti a lunga durata, come pasta, riso, biscotti, spezie, ecc. In questo caso, si può usare la coscienza e valutare caso per caso se il prodotto è ancora buono o no, tenendo conto delle modalità di conservazione e della confezione. In linea generale, più lungo è il termine minimo di conservazione previsto, maggiore sarà il margine di tolleranza

Continua dopo gli annunci…

Il miele, ad esempio, nonostante la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”, è un prodotto che ha una lunga scadenza. Se si solidifica (un processo del tutto naturale), basta scaldarlo al bagnomaria ed ecco pronto per il consumo!

miele

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.