Vai al contenuto

La sindrome di Bridget Jones esiste! Scopri i segnali per vedere se ha colpito anche te

Uno dei film più amati della storia del cinema dona il nome a una vera sindrome, scopriamo di più!

Sindrome di Bridget Jones: ecco di cosa si tratta

La sindrome di Bridget Jones è una vera patologia, che in realtà si chiama anuptafobia e colpisce, generalmente, più le donne rispetto agli uomini. Le persone colpite rientrano in una fascia di età tra i 30 e i 40 anni. Il nome della malattia indica le persone che hanno la paura di restare da soli e che quindi passano molto tempo alla sfiancante ricerca di un partner. Ci sono diverse cause che scatenano questo disturbo psicologico, tuttavia la maggiore è da imputare alla società, che si aspetta che una donna debba necessariamente trovare un partner per mettere su famiglia.

Ci sono alcuni dati Istat che rivelano come la popolazione sia divisa in single e famiglie. I single rappresentano il 33,2%, mentre le famiglie solo il 31,2%. Questo fa capire come gli italiani stiano abbandonando l’idea della famiglia, tuttavia non è sempre così in quanto moltissime persone non hanno una famiglia perché non riescono a trovare il partner perfetto per formarla. La spasmodica ricerca del partner perfetto porta inevitabilmente a rimanere soli, un risvolto tragicomico di questa condizione che colpisce sempre più persone. I single dichiarano che non hanno intenzione di formare una famiglia anche a causa di fattori esterni come la precarietà lavorativa, l’insicurezza economica e lo stress.

Prima di continuare, ti ricordo che è disponibile, per ricevere le notifiche delle nostre ricette, il canale Telegram, cliccando qui oppure il gruppo Whatsapp, cliccando qui. Unisciti anche tu per non perdere le ultime novità.

In aggiunta a tutto ciò, bisogna anche considerare il periodo storico che stiamo vivendo: tra pandemia, guerre, crisi climatica, disastri naturali e crisi economica, le persone non sono in grado di riuscire a pensare in modo positivo e la creazione di una famiglia passa in secondo piano in quanto gli stati d’ansia aumentano, così come il disequilibrio psichico delle persone. Questa situazione potrebbe provocare reazioni inaspettate, come per esempio cercare costantemente una relazione sentimentale romantica, senza però riuscire a essere completamente soddisfatti. Ci si ritrova quindi a passare da relazione in relazione senza riuscire mai a sentirsi davvero completi.

I segnali che si soffre di anuptafobia

Ci sono alcuni segnali che possono indicare l’insorgere di questo disturbo e il primo è quello in cui si cerca un partner anche immediatamente dopo aver chiuso una relazione. Questo avviene senza prendersi il tempo necessario per metabolizzare l’accaduto, in pratica non si potrà neanche assaporare lo stare per un po’ da soli. Un altro fattore determinante è quello di accontentarsi del primo/a che passa, in pratica si accetta qualsiasi persona anche se questa non è per nulla ideale e se qualcuno si dovesse intromettere per farlo presente, si ritroverebbe davanti un muro impenetrabile. Si prosegue anche senza mai tagliare completamente i ponti con vecchie fiamme in quanto potrebbero risultare delle valide alternative allo stare da soli.

Continua dopo gli annunci…

Si accettano tutti i difetti del partner senza alcun problema, inoltre vengono visti in modo non negativo eventuali tradimenti, violenze subite, disonestà e tanto altro, pur di continuare la relazione tossica. Chi soffre di questo disturbo si comporta in modo compulsivo durante i primi appuntamenti, magari parlando troppo o facendo domande che risultano essere troppo personali come per esempio la volontà di avere figli o formare una famiglia. In alcuni casi si passano anche i confini fisici che nei primi appuntamenti dovrebbero essere ben definiti.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.