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L’acidità è intorno a noi, la senti nello stomaco o nel gusto?

Vi domandate il perché del titolo di questo articolo? Soffrite di acidità? Credete che abbia sbagliato a utilizzare la parola “intorno” anziché “dentro” di noi? Credetemi che non è così, perché in questo articolo non faccio riferimento all’acidità di stomaco (la più nota “acidità”), ma all’acido che ci circonda.

Perché abbiamo scelto questo argomento? Perché è molto attuale e si presta a diverse interpretazioni. Vediamo assieme quali e perché. Non siete incuriositi?

L’acidità in contrasto alla dolcezza

Lo sviluppo dell’acidità dei nostri tempi è dovuto in parte ai cambiamenti culturali portati nella storia, che hanno visto contrastare in poco tempo la dolcezza tipica degli anni ’80 con una reazione molto decisa e opposta; appunto, quella acida. Un po’ com’è successo con la ribellione delle donne, che sono passate da mansuete pulzelle tutte zucchero e ubbidienza ad impersonare autentiche guerriere disposte a morire prima di zittire!

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L’acidità nel gusto contemporaneo

Ci sono cibi che tradizionalmente si considerano acidi (limone, kiwi, caffè, tè, cacao). Tuttavia, bisogna considerare che i cibi più acidi non sono quelli più aspri, ma quelli che provocano una maggiore acidità nello stomaco dopo averli consumati.

Quello acido è considerato il sesto gusto

Il gusto acido sarebbe il sesto dopo i tradizionali dolce, salato, amaro, acido e umami (un gusto sfumato a cui dedicheremo un articolo completo). Il gusto acido si considera quello elitario, perché si trova, secondo Gabriele Rosso (autore della rivista “L’integrale“), nella “alta cucina, specialty coffee, cioccolato from bean to bar, pani a lievitazione naturale, vini destinati a bevitori scafati e appassionati“.

La reazione contraria di alcuni noti food blogger

La teoria sopraesposta non sarebbe per nulla abbracciata da alcuni food blogger, che basano la loro cucina sulla tradizione e la semplicità, come la siciliana Giusina di “Giusina in Cucina” o Benedetta Rossi, che mantiene da sempre una battaglia da milioni di follower per i cibi poveri che si trovano ovunque.

Se qualcuno volesse azzardarsi a sfidare la cucina amata da tanti italiani ma soprannominata sul web spesso “noiosa”, può iscriversi (se vuole) a Acetyca, che è la prima scuola in Italia che lavora sul gusto acido. Attenzione perché per avere accesso a questa moderna accademia culinaria dovete essere benestanti. I costi di frequentazione sono salati.

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L’acidità low cost

Se siete comunque interessati a esplorare questo gusto e a lanciarvi in esperimenti da grande effetto, potete attrezzarvi con prodotti a basso costo, dotati di una acidità low cost. Per sapere se siete portati o meno, dovete scoprire se vi piace succhiare ogni tanto una fetta di limone. Gradite invece lo yogurt o la panna acida sul chili piccante? Mettete volentieri l‘aceto balsamico sulle foglie d’insalata? Se è così, non dubitate: addentratevi nel mondo dell’acido. L’acidità crea contrasto, equilibrio, varietà, vivacità: piacere, in sostanza. Perché dovreste rinunciarvi?

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