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L’alluminio in cucina, meglio non usarlo! Ti sveliamo il perché!

Usate l’alluminio in cucina? Mettete la carta argentata sugli alimenti? Se vi avanza del cibo in una cena “a tema”, mandate a casa le vostre amiche con una vaschetta di alluminio? Vediamo insieme quali possono essere i suoi pericoli.

Un metallo molto usato in cucina

L’alluminio è un metallo usato molto spesso in cucina, sia per la produzione di pentole, caffettiere, teglie e vaschette, sia per la conservazione degli alimenti, utilizzando fondamentalmente pellicole. I vantaggi dell’alluminio sono molti, perché è un materiale leggero, è un buon conduttore del calore e costa poco. Tuttavia, se è utilizzato molto spesso, potete incorrere in alcuni rischi che a saniebelli vi vogliamo raccontare.

L’alluminio può essere assorbito facilmente

L’alluminio è un metallo che può passare dagli utensili o dai contenitori agli alimenti, soprattutto se questi sono acidi, salati o grassi. Perciò che questo accada dovranno essere tenuti in considerazioni alcuni fattori come la temperatura, la durata del contatto e lo stato di usura del materiale.

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L’alluminio può essere assorbito dall’organismo attraverso il cibo o l’acqua e si può accumulare nei tessuti, provocando danni al sistema nervoso, al fegato, ai reni e alle ossa.

In quali alimenti è presente l’alluminio?

L’alluminio si trova in molti alimenti che consumiamo abitualmente, come  cereali e derivati (pane, dolci, biscotti e pasticceria), verdure (spinaci, rafano e lattuga), funghi, bevande (tè e cacao) ed alcuni prodotti della primissima infanzia. Anche l’acqua potabile e i medicinali costituiscono una fonte significativa di alluminio.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha stabilito una dose settimanale tollerabile (TWI) di 1 milligrammo di alluminio per chilogrammo di peso corporeo. Questa dose tiene conto dell’esposizione totale all’alluminio contenuto negli alimenti, ma non considera l’apporto degli additivi alimentari o l’alluminio che passa al nostro cibo durante la lavorazione e conservazione degli alimenti.

Come si possono ridurre i rischi collegati all’utilizzo eccessivo di alluminio in cucina?

Per ridurre i rischi dell’alluminio in cucina, dovreste seguire alcuni accorgimenti, come vi indichiamo di seguito.

Limitare l’utilizzo di pentole in alluminio

Dovreste evitare di usare pentole o utensili in alluminio per cucinare alimenti acidi (pomodori, limoni, aceto), salati (come formaggi o salumi) o grassi (come burro o olio). Date priorità a materiali come acciaio inossidabile, vetro o ceramica.

Evitare di conservare i prodotti in vaschetta di alluminio per più di 24 ore

Se riuscite, evitate di conservare il cibo in vaschette o nei fogli di alluminio a temperatura ambiente per più di 24 ore. Anche se il contenuto della vaschetta o del foglio di alluminio è invitante e ritenete che la temperatura del frigo lo può rovinare (pasta sfoglia, ad esempio). Limitatevi a conservare il cibo in frigorifero a una temperatura di circa 5°C , limitando l’asporto del metallo al cibo nel tempo.

Limitare l’uso delle vaschette di alluminio

Noi siamo assolutamente anti-spreco, ma in questa occasione ci sentiamo di consigliarvi di non riciclare la vaschetta di alluminio per contenere cibi diversi da quelli che aveva il giorno prima. Se il materiale non è in perfetto stato, o l’alimento che conteneva aveva salse o sostanze che possono corrompersi, buttate via la vaschetta.

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Carta da forno piuttosto che carta stagnola

Prediligete la carta da forno piuttosto che la carta stagnola per cuocere il cibo in microonde o al forno, così come dovreste tentare di usare la pellicola trasparente (finché non vi sarà un suo degno sostituto) piuttosto che la carta stagnola per imballare il cibo da portare fuori casa. Nel caso non abbiate la disponibilità, utilizzate l’accorgimento di imballare il cibo (ed esempio, un panino) in una salvietta e poi avvolgetelo nella carta stagnola.

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