Vai al contenuto

Giornata Mondiale contro la Rabbia: la malattia che fa ancora paura

Il 28 settembre si celebra la Giornata Mondiale contro la Rabbia, tuttavia, nonostante in Italia sia stata debellata, è una malattia che provoca ancora molte morti in certe parti del mondo. Scopriamone di più.

La rabbia: non un sentimento, ma una patologia

La rabbia è una malattia virale che può risultare letale se non presa in tempo, colpisce il sistema nervoso centrale ed è, appunto, il virus della rabbia a provocarla, questo appartiene alla famiglia dei Lyssavirus. La malattia viene trasmessa anche agli umani tramite morsi o graffi di animali infetti come pipistrelli, cani, gatti o anche altri generi di animali. La rabbia è stata una vera piaga e un incubo nel passato, in quanto una volta che i sintomi raggiungevano il loro apice, non c’èera alcuna possibilità di una cura e diventava completamente letale.

Ci sono alcuni sintomi comuni nella rabbia, questi possono includere febbre, dolori muscolari, facile irritabilità e altri sintomi che possono ricordare un’infezione respiratoria. Questi sono i sintomi che riguardano l’inizio della patologia, quando invece questa raggiunge un stadio avanzato, si possono presentare sintomi neurologici come paralisi, convulsioni e confusione. Lo stadio finale della malattia invece porta facilmente a uno stato comatoso e poi alla morte.

Prima di continuare, ti ricordo che è disponibile, per ricevere le notifiche delle nostre ricette, il canale Telegram, cliccando qui oppure il gruppo Whatsapp, cliccando qui. Unisciti anche tu per non perdere le ultime novità.

Contrastare la rabbia

Chi incappava nella rabbia nel passato correva il serio e, quasi certo, rischio di morire; oggi invece si tratta di una malattia curabile ed evitabile in quanto esistono vaccini efficaci e cure da effettuare immediatamente dopo l’esposizione al virus. L’eventuale cura deve essere somministrata prima della comparsa dei primi sintomi affinché essa possa essere efficace. La prevenzione però resta la migliore arma contro la rabbia, evitare il contatto con animali potenzialmente infetti è la chiave per ridurre i rischi di contagio e, nel caso di morso o graffio, diventa vitale richiedere assistenza medica immediata e competente, inoltre bisogna iniziare subito il protocollo di vaccini post-esposizione.

Nonostante si tratti di una malattia estremamente pericolosa, grave e che può essere passata da uomo a uomo, è anche possibile limitarla e addirittura eliminarla in via definitiva. basta prendere le giuste accortezze ed evitare rischi inutili, toccando o avvicinandosi troppo ad animali rischiosi o che potrebbero essere infetti. Esistono vaccini preventivi e vaccini post- esposizione che impediscono alla malattia di proliferare e di svilupparsi.

Continua dopo gli annunci…

La Giornata Mondiale contro la Rabbia serve proprio a sensibilizzare sui rischi di questa encefalite virale zoonosica che ogni anno mite circa 60 mila vittime umane. Inoltre lo scopo di questa giornata è di riuscire ad arrivare a un numero pari allo 0 di morti umane da rabbia entro il 2030.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.