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Scopri l’acqua di San Giovanni: un miracolo della natura

Ci sono meravigliose tradizioni della nostra splendida Italia che devono essere tramandate alle future generazioni, per insegnare loro la bellezza di alcuni riti e quel pizzico di superstizione che non fa mai male. Vediamo nello specifico che cos’è l’acqua di San Giovanni e come prepararla.

Che cos’è l’acqua di San Giovanni

Se non hai mai sentito parlare dell’acqua di San Giovanni, forse è perché non sei di Toscana, Liguria, Piemonte o Lombardia. In queste regioni è un’antica tradizione popolare le cui origini sono lontane, pagane e legate al solstizio d’estate e alle festività cristiane.

Le persone continuano a preparare l’acqua di San Giovanni in quanto è sinonimo di buon auspicio, fortuna e, per alcuni, ha anche delle proprietà curative. Ovviamente trattasi di una tradizione folkloristica senza fondamento scientifico. Tuttavia, continua a essere praticata da molte persone come parte delle celebrazioni del solstizio d’estate e delle festività religiose.

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L’acqua di San Giovanni si ottiene mediante bollitura di erbe e fiori raccolti nella notte tra il 23 e il 24 giugno, in concomitanza con il giorno di San Giovanni Battista. Ti ricorda qualcosa questa data? Esatto, è il solstizio d’estate, il momento in cui il sole raggiunge la sua massima altezza nell’emisfero settentrionale.

Le erbe e i fiori da bollire possono variare a seconda delle tradizioni locali. In linea generale vanno bene piante aromatiche come la ruta, il rosmarino, la salvia, la lavanda e la verbena. Queste piante sono considerate particolarmente benefiche e protettive e l’acqua ottenuta dalla loro bollitura viene utilizzata per scopi rituali e curativi.

Oltre ad allontanare spiriti e augurare buona fortuna, l’acqua di San Giovanni è ideale per lavarsi in quanto ricca di benefici per la pelle.

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Perché proprio la notte di San Giovanni?

La notte di San Giovanni non è una notte qualsiasi, bensì un momento magico legato al solstizio d’estate. Ai tempi dei celti esisteva la festa pagana di Lithia che celebrava il risveglio, la rinascita e il rinnovamento della natura. Durante la conversione del paganesimo in cristianesimo, la Chiesa ha pensato di usare questa stessa data per la nascita di San Giovanni Battista. I riti legati alla prosperità continuarono e, per evitare che temporali, grandinate, siccità e carestie potessero rovinare i raccolti, veniva raccolta la rugiada come modo per celebrare la fertilità della Terra. Una tradizione rimasta legata all’acqua di Giovanni Battista, che ricorda però anche il battesimo del Santo.

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