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Sifilide in aumento: come riconoscere i sintomi?

Tutti conosciamo la sifilide, ma come riconoscerla? Perché è in costante aumento tra la popolazione? Ecco svelate le risposte!

Aumentano i casi di sifilide, ecco i dati

L’European Centre for Disease Prevention and Control ha stilato il suo rapporto annuale che conferma un dato allarmante, ovvero l’aumento incontrollato dei casi di sifilide. Si legge inoltre che la malattia colpisce maggiormente gli uomini, con un rapporto di 9 volte in più rispetto alle donne e, nella maggior parte dei casi, le persone colpite rientrano nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni. Un altro dato indica che il 74% dei casi include uomini che hanno rapporti omosessuali. Tutto ciò indica come la sifilide sia un problema attuale e tutt’altro che superato. Anche in Italia è stato svolto uno studio su 5609 pazienti del Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. La ricerca ha evidenziato che i positivi alla sifilide erano il 12,3% dei soggetti con una netta maggioranza di uomini.

Tutti i dati raccolti indicano anche come l’aspetto socio economico possa influenzare la percentuale di persone infette. Inoltre c’è da considerare che la sifilide potrebbe portare a infezioni incrociate di HIV in quanto le lesioni della sifilide possono facilmente infettarsi.

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Che cos’è la sifilide e quali sono i sintomi

La sifilide è una malattia batterica, causata dal Treponema pallidum, un batterio che può essere presente in due principali varianti, ovvero Nichols e SS14. Si tratta di una malattia a trasmissione sessuale e questa può avvenire con ogni genere di rapporto sessuale, anche quello oro-genitale, e può trasmettersi anche con contatto di sangue infetto o addirittura dalla madre al feto durante la gravidanza, il parto o l’allattamento. Chi si infetta tramite trasmissione congenita, quasi sicuramente avrà una malattia asintomatica, ma se dovesse aggravarsi nel corso degli anni, si potrebbero sviluppare alcuni sintomi.

Ci sono diversi sintomi appartenenti alla sifilide, tuttavia non tutti si presentano e non necessariamente nello stesso arco di tempo. Ciò nonostante, la malattia segue un iter abbastanza preciso di sintomi ed effetti sulla salute. Inizialmente, tra il decimo e il novantesimo giorno dopo il contagio dovrebbe comparire una lesione cutanea sulla parte dove è avvenuto il contatto, considerando come si trasmette la malattia, la lesione comparirà facilmente su genitali, gola, bocca o ano.

In seguito, generalmente tra la sesta e l’ottava settimana, potrebbero comparire lesioni arrossate su cute o mucose. Queste potrebbero essere accompagnate da febbre, disturbi gastrointestinali, dolori ossei, perdita di peso, cefalea, tumefazioni linfonodali e alopecia delle sopracciglia. C’è la possibilità, quando la malattia non viene curata, che la sifilide si evolva in uno stadio latente e asintomatico.

La conclusione della malattia avviene da uno a venti anni dopo la prima fase e consiste nella formazione di noduli che possono riguardare gli organi interni, i vasi sanguigni che nutrono l’aorta o la pelle. Indebolendosi l’aorta si può arrivare alla formazione di aneurismi che possono essere estremamente rischiosi per la vita. Oltre a queste problematiche, c’è il serio rischio di poter incorrere in patologie psichiatriche e neurologiche chiamate neurolue. Anche in questo caso, la percentuale di coloro che sviluppa paralisi progressive è composta per la maggior parte da uomini. Con paralisi progressiva si intende una perdita delle funzioni del midollo spinale e in seguito la demenza.

Le terapie e il futuro vaccino (si spera)

È la penicillina la principale terapia atta a trattare la sifilide, bisogna però dire che c’è sempre la possibilità di essere allergici al farmaco, ecco perché la claritromicina è la migliore alternativa alla penicillina. Purtroppo non esiste alcun vaccino contro la sifilide, tuttavia, le innovazioni della scienza potrebbero essere in grado di riuscire a creare un futuro vaccino. Ciò sarà possibile sequenziando completamente il genoma del patogeno, prelevandolo da pazienti affetti dalla malattia. Inoltre si potrà comprendere meglio la differenza tra i vari ceppi del batterio, sviluppando in questo modo cure ed eventuali vaccini mirati.

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Il consiglio più importante è quello di effettuare diagnosi precoci, inoltre la pratica del sesso sicuro può diminuire notevolmente i rischi di contagio e infezione. Anche l’informazione è vitale, la maggior parte delle persone non conosce i rischi o addirittura non conosce la sifilide.

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