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Storie di bellezza: i trucchi dell’Antico Egitto

Il trucco alla Cleopatra è ben noto a tutte le donne, con la zona occhi estremamente in risalto. Tutte abbiamo provato a truccarci come lei, magari consumando un’intera matita alla ricerca di quell’eyeliner perfetto che arriva fino alle tempie senza avere successo. Ma nell’Antico Egitto era davvero così? Scopriamolo!

I trucchi più usati nell’Antico Egitto

Uno dei trucchi cosmetici più iconici dell’Antico Egitto è il kohl, usato per delineare gli occhi e aveva un colore nero intenso. Gli egizi credevano che l’applicazione del kohl avesse anche proprietà curative e protettive, oltre ovviamente a rendere gli occhi decisamente belli da vedere. Questa sostanza era realizzata mescolando minerali come la galena, la malachite e l’ossido di piombo. La malachite è un carbonato di rame di colore verde, la galena invece è un solfuro di piombo di colore molto scuro. Queste due sostanze tossiche erano diluite con acqua e altri ingredienti per poi essere applicati sugli occhi.

Era proprio il contorno palpebra ad avere la maggiore attenzione nel trucco egiziano, queste venivano colorate con sfumature di ogni genere per dare la maggior colorazione possibile a tutta la palpebra. Un bastoncino veniva messo a contatto con una polvere nera, il kohl, e veniva poi inserito da mani esperte all’interno dell’occhio a palpebra chiusa. Si procedeva, poi, tracciando una linea scura nera, proprio come se si stesse disegnando, che donava all’occhio una forma allungata e al viso un fascino inebriante, in pratica il classico stereotipo egiziano.

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Anche la pelle aveva la sua cosmesi specifica, questa era protetta dal caldo torrido e dalla sabbia del deserto con unguenti profumati e miele che venivano spalmati sul viso e sul corpo. Sulle guance veniva stesa l’ocra rossa, questa serviva a donare un aspetto più salubre, inoltre, la stessa ocra veniva mescolata con grassi, oli e resine per creare un rossetto per le labbra.

Cosmetici per il corpo

Gli egizi antichi amavano profumarsi e utilizzavano oli profumati sia per ragioni puramente estetiche che simboliche. Come al giorno d’oggi le essenze venivano estratte da piante e fiori come il loto, il gelsomino e il cipresso. Erano utilizzate per massaggi, bagni profumati e come profumi per il corpo. Oltre a essere particolarmente costosi, quindi considerati di lusso, erano molto importanti ai fini religiosi. Per capire quanto abbiano segnato la storia, basti pensare che alcune essenze di quelle ere sono utilizzate ancora oggi.

Per ottenere una carnagione radiosa, le donne egizie utilizzavano un blush o rouge a base di pigmenti naturali che serviva a donare alla pelle una carnagione più radiosa e olivastra. All’interno di questi cosmetici c’erano ematite, ossido di ferro e cinabro, questi ingredienti erano importanti per creare un colore rosato sulle labbra e guance.

Per quanto riguarda la manicure, era utilizzato un estratto della pianta di ligustro, questo aveva un colore rosso e aveva lo stesso funzionamento dello smalto per unghie attuale.

Gli studiosi, invece, sono rimasti di stucco quando hanno riscoperto una sorta di crema scrub dell’Antico Egitto. Questa era creata con miele, sale marino e carbonato di sodio e aveva probabilmente lo scopo di levigare e ammorbidire la pelle, praticamente lo stesso di oggi.

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Oggi giorno tutti conosciamo l’henna per la decorazione del corpo, ebbene, anche questa è una tradizione che risale all’Antico Egitto. All’epoca si utilizzava l’henna per dipingere le unghie, i palmi dei piedi e delle mani, le decorazioni erano disegni particolarmente intricati e difficili da eseguire. Si trattava di una pratica dalla duplice funzione, ovvero estetica e simbolica, questo perché i disegni avevano significati religiosi e culturali. Oggi si vedono spesso questi disegni fatti con l’henna, ma soprattutto in Medio Oriente e India, dove quest’arte è ancora molto utilizzata.

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